mercoledì, 16 novembre 2005 at 21:45

Non so più che inventarmi.
Il ragazzo del post del 03 ottobre è tornato di nuovo ad assillarmi.
Tempo fa aveva fatto un giro di telefonate per avere il mio numero e io non ho ancora ucciso quella bravissima ragazza di una mia amica che glie l’ha dato senza pensarci due volte.
La prima telefonata era priva di tatto, infatti erano le 23:45 e io ero nel mio lettino in procinto di dormire.
Tante belle parole e argomenti per poi chiedermi di uscire il prossimo fine settimana. Riattacco con un “non lo so, ci risentiremo”.
Naturalmente non ci siamo sentiti perché un’anima gentile ha risposto al posto mio dicendo che avevo lasciato il cellulare a casa sua e che non l’avrei riavuto prima di lunedì.
Bene. Passa del tempo, lui non si fa sentire e io non ci penso più.
Quando un sabato sera, in centro, me lo ritrovo davanti. Intanto nella mia mente balena il pensiero: “Oh,noporcamiseriamatuguardaquantasfiga”. Ci mettiamo a parlare, le solite domande di “intro” dialogo; una volta preso il ritmo del discorso, chiacchieriamo del più e del meno. Fin quando arriva la parte dei complimenti, quelli che mi mettono a disagio, che non trovo per niente dolci ma sfrontati, del tipo “quanto sei carina stasera” (un paio di jeans e una semplice maglia, ma queste sono cose che si dicono tutti i giorni), “ti penso sempre” (ci siamo parlati 2 volte), “la notte ti sogno…e spero che un giorno quei sogni diventino realtà” e anche “mi farebbe piacere che tu qualche volta mi chiamassi…se non hai i soldi nel cel, te la pago io la ricarica” e frasi da rimorchiatore fallito. Finita la parte dei complimenti, si passa all’attacco:”Che fai? Vieni a bere qualcosa con me?” e io che rifiuto con gentilezza.
Mi dice che non ha soldi nel cellulare al momento, quindi non può farsi vivo. Di certo non scappo piangendo e, passato del tempo, credevo che si fosse dileguato.
Ma l’intelligenza non è mai abbastanza e questo è tornato a farsi vivo. Mi sono stufata di ignorare il cellulare che vibra di continuo.
Non so più che scuse inventarmi per congedarlo una volta per tutte in modo garbato.

 

[Ho preso 9 a psicologia!!! Vabeh, sono troppo intelligente…:)]


IFreeFlyI; commenti (14).




mercoledì, 09 novembre 2005 at 18:36


Sono più abituata a
notare
i dettagli,
che ad
accorgermi
dell'evidenza.

IFreeFlyI; commenti (12).




domenica, 06 novembre 2005 at 21:26
è quella canzone di cui non sai il titolo, nemmeno le parole.
Ma quelle 2-3 note riecheggiano nella mente anche quando credi di essertele dimenticate.
Ritornano quando meno te l'aspetti e ti rendi conto che ci sono sempre state.

"Guarda, siamo circondate da persone,
eppure mi sento Sola..."
"...Già...a chi lo dici..."

è quella piccola ancora che ti riporta in superficie. Che ti fa tastare il terreno e farti sentire che se Vivo.
Tutte le emozioni convogliano in un flusso che ti sfiora appena e rimani attaccata a 3 futili note. E non ha importanza se sono semplici e labili...Sono quelle che ti ricordi, Sono piccoli appigli che ti sono rimasti dentro nella Vita in Superficie.

"è la Vita...immagina una casa
immersa nel Caos.
E tu ti metti a cercare...non sai cosa,
sai solo che stai cercando, che
devi cercare. Che
VUOI cercare.
E passi tutta la tua esistenza
così, senza sapere,
poi, proprio sulla fine, capisci
cosa stavi cercando da tanto tempo.
è troppo tardi, magari l'avevi trovata e non te
ne eri accorta, magari non l'avevi trovata, magari
nemmeno esiste.
Ma quando ti rendi conto di quello che stavi cercando,
essa fa già parte di te.
è come se l'avessi trovata.
Questa è la Vita...è rendersi conto, non il possedere o
nel non avere.
è la ricerca...questa è la Vita."

è il ricordo di quelle note, sentite quando il sonno nella mente attanagliava il risveglio. Che riecheggiavano da lontano mentre costruivi il tuo mondo sollevato a mezz'aria da quello terreno.
Fughe verso quel meraviglioso posto, fatto a propria immagine e somiglianza e orgogliosa ti affacci da lì e vedi la gente che ignara calpesta la terra vile.
Ogni tanto ritorni giù, per stare in mezzo ai comuni mortali, per costruire una fondamenta grezza del tuo posto ideale. Risolini, scherni e compassione per chi non può evadere, per chi è troppo stupido e si aggrappa a inutili significati.

"Ti senti fuori luogo. Capisci
di non appartenere alla gente che
ti sta accanto.
Allora pensi. Ti rifugi in un pensiero.
Ma non ti basta. Ti poni domande.
Che seguono risposte con a carico
altre domande.
Allora inizi a scavare. Cerchi la
Verità.
Cerchi una profondità in questa
Vita superficiale e chi come te
vuole dare un senso.
Non ti fermi. Pensi.
Scavi. Scavi e pensi.
Magari non interrottamente.
A volte ti dai una sosta di ipocrisia
con le persone che non ti somigliano.
Ma riprendi a scavare perchè non si può
fare altro che andare giù.
Poi un giorno alzi la testa.
I raggi del sole non ti raggiungono
più.
Non vedi la luce.
Sei troppo in profondità e puoi solo scavare.
Continuare a scendere.
Non senti più il vento sul viso.
Non senti il calore.
...
Io, non voglio rimanere in profondità,
voglio, come le altre persone lassù,
sentire il sole che batte."

è un momento. Vivi in un sogno dentro ad un altro incubo.
Sono le note che ricominci a sentire da lontano. Quelle che provengono da laggiù, dalla terra vile. Sono quelle che ti attraggono mentre tu stai scappando dal Tuo mondo in fiamme.
Cerchi qualcosa che ti faccia vivere tra la gente stupida. Qualcosa che ti ci faccia sentire appartente. Mentre sai benissimo che l'unica cosa che ti rincuora sono quelle piccole note che ti fanno ancora sperare nel Tuo mondo in fiamme. Perchè, forse, io sono appartente solo al filo oscillante nel vento che teneva in collegamento due mondi enormemente diversi.

IFreeFlyI; commenti (17).




sabato, 05 novembre 2005 at 12:24
Ancora cambiamento di grafica; inizio a pensare che questo posto sia maledetto.
Mi sta sempre più balenando l'idea di chiudere quest'affare, anche se ora ho risistemato il blog e il pc. Sono sempre più confusa.


-Perchè mi racconti bugie?-
-L'ho preso tante volte nel culo io,
adesso mi vendico.
Se io sono diffidente,
è perchè mi ci hanno fatto
diventare.-
-Se a te raccontano stronzate,
vuol dire che me le merito anch'io?!?-
-Ma no, io ti racconto le cose
IN UN CERTO MODO
per farti arrivare a capire le cose
che intendo io.-
 
Ma io non ho parole. Chiedi spiegazione ad una persona e ti rendi conto che il suo habitat naturale è una clinica di igiene mentale. Sono circondata da persone idiote. E pensare che lui ha l'età giusta per fare un figlio ed educare un bambino. Solo al pensiero di ciò mi vengono i brividi.
Perchè non sono io quell'intelligente e matura...Sono gli altri ad essere dementi con un quozionte intellettivo pari a quello di una lumaca che dorme.

IFreeFlyI; commenti (9).







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Graphic and other: soundOFsushi;
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