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giovedì, 18 ottobre 2007 at 17:39
La Valdera trema perché la dolce e tenera Lù è diventata un pò più grande e ha preso la patente. Lo so, lo so, non ci credo nemmeno io che esistesse un incoscente tale da promuovermi. Per finire, la mia patente, che ha l'età di un giorno e 14 minuti, domattina sarà subito alla motorizzazione perché hanno sbagliato la data di scadenza: 2012. Le augurerò buon viaggio e un felice ritorno al più presto nelle mie tasche.
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domenica, 09 luglio 2006 at 04:09
On Air: Venom – Black Metal
E continuo a fare un passo in avanti e tre indietro. Il problema è che c’ho fatto il callo. Insisto nel contemplare quadri dove trovo significati che non esistono. Voglio dipingermela io la mia tela e non lasciare che siano gli altri a farlo. Ho una vita apparentemente perfetta, eppure non me la sono guadagnata. Me l’hanno fatta gli altri. Io ho solo quell’inspiegabile sensazione di distruzione. Sono la catastrofe del mio bene. Provo una certa intolleranza nelle cose perfette. Sto tirando il filo che compone un gomitolo perfettamente rotondo. Lo voglio comporre io il mio gomitolo. E non importa se non viene bene, mi importerà solo della mia soddisfazione. Non voglio la felicità per caso. Voglio essere io la causa della mia felicità. Spostatevi un po’, non influenzatemi…sto preparando i colori per dipingere il paesaggio che ho nella mia testa.
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mercoledì, 08 febbraio 2006 at 14:58
La seta dei capelli soffice sulle spalle e i seni illuminati dal chiarore delle candele. La cera si scioglie come il sudore sulle lenzuola. La mente si annebbia in nuvole di vapore e fumo, confuse con l’umidità del legno. Ripercorriamo poco a poco i passi di Sodoma e Gomorra. E non è amore, bensì l’avvicinamento più intimo con l’altra parte di sé stessi: non è una cosa che sei spinto a cercare, ma una cosa che devi avere. Riscriviamo la legge naturale della vita; la sopravvivenza è fatta d’istinti per legare due corpi, non dallo scopo che si deve raggiungere da essa. Le lacrime si mischiano al sangue che scorre in fiumi inarrestabili. Lascia che il dolore sopravvivi nel turbinio di odori, e lasceranno di noi solo anime affannate. L’uomo fa la storia; Dio esiste con le sue leggi per volere terreno. Non crediamo a niente e saremo innocenti, immuni al Suo giudizio perpetuo. Guarda avanti, uniamo le nostre vite colme di ipocrisia e lasciamocele alle spalle. Solo noi possiamo sapere la verità, pertanto non rispondiamo alle domande: non capiranno mai. Fa che, per un attimo, esistiamo solo noi due.
In quale istante il desiderio inizia ad essere proibito?
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giovedì, 06 ottobre 2005 at 23:15
È così stupido perdersi. Scappare dopo essersi tanto rincorsi. E forse è così che va la vita. Sai che non ti volto le spalle. Ma ti guardo da lontano.
Parlava di gelo smisurato anche in giornate di sole. Parlava di fuoco che si era solidificato dal freddo. E tutti si radunavano lì intorno per sentir parlare di pensieri che si mantenevano in equilibrio sul grottesco.
È così bella la luce che emani da laggiù. Penso di essermene innamorata. Flebile ma tangibile. Semplice che entra in punta di piedi dentro, ti sussurra con cruda innocenza.
Non parlava di quello che vedeva. Non credeva nell’aria che respirava. Riteneva che il sole bruciasse di niente. E a volte la gente ci Credeva. Non parlava di quello che vedeva. Parlava di un gelo smisurato.
Guardarti con gli occhi da bambina. Non ci sei più come prima. Ma mi sono persa nella tua luce. Una pioggia incessante che filtra dentro me. Mi sono innamorata della tua luce.
Parlava di quello che sentiva dentro. Provava nel petto. Un gelo smisurato. Una neve che ricopriva tutto il campo d’erba. Un vento che spirava dall’alto. Pensi davvero che il sole che brucia di niente non riuscirà a scaldarti il cuore? Sì, lo penso davvero.
Non spegnerla. La guardo anche da lontano. Non soffocarla, perché io la amo. Spero che un giorno sentirai queste parole gridate dall’anima. Non so perché le grida. Ma non è necessario che tu stia ad ascoltare. Continua ad emanare la tua luce.
Parlava del pallore stanziato nel cuore. E spine che entravano dentro ma non ne usciva sangue. Parlava di un fiore. Nato. Una neve che ricopriva tutto il campo d’erba. Parlava di un Fiore. Parlava di un fiore che era nato lì. Non importa che fosse Incolore. Non importa che non spiccasse. Era nato. E bastava.
Mi sono innamorata della luce. Sì. Della tua. Visto? C’è un po’ di umano anche in me. C’è un po’ di te in me. Io ti continuo a guardare da lontano. Perché tu… Sei una Cosa Bella.
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lunedì, 04 luglio 2005 at 12:37
Heaven's not enough
heaven's not enough
if when you get there..
just another blue
and heaven's not enough
you think you've found it
and it loses you
you've thought of all there is
but not enough
and it loses you in a cloud
"there" most everything is nothin'
that it seems
"where" you see the things you only wanna see
I'd fly away
to a higher plane
to say words I resist
to float away
to sigh
to breathe.... forget
and heaven's not enough
if when I'm there I don't remember you
and heaven does enough
you think you know it
and it uses you
I saw so many things
but like a dream
always losing me in a cloud
cause I couldn't cry
cause I turned away
couldn't see the score
didn't know the pain
of leaving yesterday really far behind
in another life
in another dream
by a different name
gave it all away
for a memory
and a quiet lie
and I felt the face
of a cold tonight
still don't know the score
but I know the pain
of leaving everything really far behind
and if I could cry
and if I could live what truth I did then take me there
heaven goodbye
Il paradiso non è abbastanza
Il paradiso non è abbastanza
Se quando ci arrivi..
Solo un altro blu
E il paradiso non è abbastanza
Pensi di averlo trovato
E ti perde
Hai pensato ci sia di tutto
Ma non abbastanza
E ti perde in una nuvola
"lì" la maggior parte delle cose è il nulla
Che sembra
"dove" vedi solo le cose che vuoi vedere
Volerei via
Verso un piano più alto
Per dire parole a cui resisto
Per stare a galla
Per sospirare
Per respirare.... dimenticare
E il paradiso non è abbastanza
Se quando sono lì non ti ricordo
E il paradiso fa abbastanza
Pensi di conoscerlo
E ti usa
Ho visto così tante cose
Ma come un sogno
In cui mi perdo sempre in una nuvola
Perché non potrei piangere
Perché mi sono allontanato
Non potrei vedere l’afflizione
Non conoscevo il dolore
Di lasciarmi davvero alle spalle il passato
In un’altra vita
In un altro sogno
Con un nome diverso
Ho dato via tutto
Per un ricordo
Ed una bugia silenziosa
E ho sentito il volto
Di un vecchio stasera
Non conosco ancora l’afflizione
Ma conosco il dolore
Di lasciare davvero tutto alle spalle
E se potessi piangere
E se potessi vivere quella verità che ho fatto allora portami lì
Arrivederci Paradiso
IFreeFlyI; commenti (1).
domenica, 24 aprile 2005 at 14:26
NO COMMENT *ç*
IFreeFlyI; commenti .
martedì, 19 aprile 2005 at 17:22
ECCO COSA HO TROVATO IN INTERNET...UN Pò IL MIO INGLESE. NON FARò MAI UN TOPIC SUL PAPA, ANCHE SE RISPETTO LA SUA FIGURA.
-CAPPUCCETT RED-
Tant ma tant temp ago, ce stava 'na little Cappucciett Red. One mattin her mamma dissed:"Dear Cappucciett, take this cest to the nonn but warning to the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in boc at the lup!". Cappucciett didn't capl very well this ultim thing but went away, da sol, with the cest. Cammining cammining, in the cuor of the forest, at a cert punt she incontered the lup, who dissed: "Hi! Piccula piezz'e girl! 'Ndove do you go?". "To the nonn with this little cest, which is little but it is full of a sacc of chocolate and biscots and panetons and more, more, more and mirtills" she dissed. "Ah, mannagg 'a maruschella (maybe an expression com: what a cul that I had)" dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc. And so the lup dissed: "Beh, now I dev andar because the telephonin is squilling, sorry." And the lup went away, but not very away, but to the nonn's house. Cappucciett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her sentier in the forest. The lup arrived at the house, suoned the campanel, entered, and, after saluting the nonn, magned her in a boccon. Then, after sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and fikked himselfin the let. When Cappucciett Red came to the fint nonn's house, suoned and entered. But when the little and a bit stupid girl saw the nonn (non was the nonn, but the lup, ricord!) dissed: "But nonn, why do you stay in let?" And the nonn-lup: "Oh, I've stort my cavigl doing aerobics!" "Oh, poor nonn!", said Cappucciett (she was more than a bit stupid, I think, wasn't she?). Then she dissed: "But... what big okks do you have? Do you bisogn some collir?" "Oh, no! It's for see you better, my dear (stupid) little girl" dissed the nonn-lup. Then Cappucciett, who was more dur than a block of marm: "But what big oreks do you have, do you have the orekkions?" And the nonn-lup: "Oh, no! It is to ascolt you better" And Cappucciett (that I think was now really rincoglionited) said: "But what big dents do you have!" And the lup, that at this point wanted to dir: "Cossi ti mai?" (maybe an expression com: to buy to you the little machine, never?) dissed: it is to magn you better! And magned really tutt quant the poor little red girl. But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocent cacciator of frodo (maybe a city near there) sented all and dissed: "Accident! A lup! Its pellicc vals a sac of solds. And so, spinted only for the compassion for the little girl, butted a terr the kils of volps, fringuells and conigls that he had ammazzed till that moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and killed the lup. Then quarced his panz (being attent not to rovin the pellicc) and tired fora the nonn (still viv) and Cappucciett (still rincoglionited). And so, at the end, the cacciator of frodo vended the pellicc and guadagned (Honestly) a sacc of solds. The nonn magned tutt the leccornies in the cest. Cappucciett red... beh!, let her stay, because she had capit. And so, everybody lived felix and content (maybe not the lup!).
IFreeFlyI; commenti .
giovedì, 31 marzo 2005 at 13:13
LA PERFEZIONE è SOLO UN'OPINIONE
IFreeFlyI; commenti (1).
Credits
Graphic and other: soundOFsushi;
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