venerdì, 20 luglio 2007 at 21:14
E come disse la mia saggia prof di filosofia:
"Cogito ergo Sum...sed quid sum? 'Na schifezza, ecco cosa sono"

Con la differenza che lei l'aveva detto ridendo...

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lunedì, 11 giugno 2007 at 20:55
Datemi qualcosa da fare!
Non ce la faccio più a rimanere a casa con le mani in mano.
La scuola è finita sabato e già mi sento in colpa per il mio dolce far niente.
Mi hanno tolto anche Takeshi's Castle dal palinsesto.
Che tristezza...

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giovedì, 17 maggio 2007 at 21:50

“Dovremo rinunciare a un po’ delle nostre vecchie libertà
in cambio di un po’ di nuove paure”
è buffo. Questo c’era scritto sulla smemo al giorno di ieri quando la classica prof, quella stronza bastarda, che ti mette il terrore e fingi di stare male pur di non vederla ti dice che il prossimo anno sarà trasferita. Quella che ti mostra le due facce della medaglia, quella che quando credi di avere dannatamente ragione ti fa notare senza difficoltà che, invece hai torto marcio. Quella che prima di entrare in classe preghi il signore che all’interrogazione non chiami proprio te. Quella che ha una voce così potente da farti diventare piccolo, temi più le sue partacce che quelle di tua madre. È la tua coordinatrice, che tiene ai valori, che ti insegna a guardare in profondità, la tuttologa, che oltre a sapere la Divina Commedia a memoria sa pure andare al computer, che per la prima volta ti accoglie nel mondo delle superiori con un sorriso e pretende da te il massimo. Ti sei fatto la spalle affrontando tutto ciò che ti metteva davanti, ti ha insegnato ad essere coerente con te stesso e che fa di tutto per essere maledetta dagli alunni. È la nostra “madre scolastica”, tutto c’era perché era lei a volerlo. E adesso se ne va. Sogni talmente tanto quel momento che quando arriva le lacrime fanno capolino. E ti arrabbi dicendoti che non è giusto. Dicendoti che se uscirai da quella scuola e saprai qualcosa sarà soprattutto merito suo. Ti arrabbi perché vorresti che ti insegnasse altro, ancora e ancora perché poi, infondo, era l’unica che conosceva i suoi alunni in profondità uno a uno. E adesso tutto le volte che la vedo ho voglia solo di dirle “grazie”. E ci sono dei momenti in cui ti ripeti che non ci credi, non è vero perché poi questo è il primo segno che tutto sta passando, sta cedendo. Senza saperlo ho investito troppo in quelle mura, con quelle persone, alcune delle quali si meritano soltanto il tuo odio. Cambieranno le mie routine e cambieranno irrimediabilmente i rapporti con gli altri. Specialmente con lui, con lei...con loro. Ho paura di smettere di parlare del tutto con il prossimo, di spezzare definitivamente quel filo rosso consumato. E sinceramente te lo avrei legato stretto intorno al collo quando “tanto tempo fa”, come dici tu, hai incontrato la tua ex. Non è per gelosia. Solo che quel giorno non mi dicesti niente, pensavi mi arrabbiassi ma dovevi saperlo che non lo avrei fatto. Avrei voluto strangolarti ma la razionalità è sopraggiunta ancora una volta, stavolta in mio aiuto. Sono troppe le cose che io non ti dico. Che non ti dirò mai e che non vorrò mai rivelarle. Perché non capiresti, perché non mi capiresti. Lo faccio per proteggermi. Lo faccio per proteggerti.

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mercoledì, 20 dicembre 2006 at 23:29

-Guardate noi: impettiti, con la cravatta e rigidi come bastoni. Remori di una generazione passata che sta sempre legata alle vecchie tradizioni. Non lo facciamo a posta, non è che non sentiamo, è che la maggior parte delle volte non capiamo i vostri linguaggi. Siamo un passato che cerca di tramandare buoni valori ad un futuro. E poi guardatevi: così belli, con i vostri piercing, i capelli colorati e jeans strappati. Vogliamo sentire la vostra voce e cerchiamo di darvi la possibilità in qualsiasi modo. Per questo oggi vi sto dando l'occasione di partecipare al campionato di giornalismo: per diffondere la vostra voce. Adesso passo la parola alla direttrice della redazione-
Clap clap, bel discorso, davvero, ma io detesto il giornalismo. Infatti non vorrei partecipare. E allora che ci faccio qua? Mi giro e rigiro sulla sedia e continuo a vedere una marea di ragazzini spacconi che si credono i possessori dell'intetto più avanzato di tutta la conferenza. Provenienti da tutta la provincia i classici e scientifici con varie squadre. E noi? Il nostro istituto è l'unico che partecipa con l'indirizzo del liceo socio-psico-pedagogico e del liceo linguistico e che naturalmente è arrivato in ritardo e ha dovuto accontentarsi di semplici sedie al posto delle poltroncine comode con tanto piattaforma per prendere appunti. E che tra me e me penso di essermi messa nei casini: la prof. che non ha potuto accompagnarci vorrà tutti i minimi dettagli della conferenza e non darà scampo a noi della squadra del pedagogico, non darà tregua fino alla fine, cinque mal capitate a subire tutto questo. E ci ritroviamo a disperarci con "Ma io ho un misero 6 a italiano!", "E chi l'ha mai letto un giornale?", "Scusate, io non ho ancora capito di cosa parla 'sto tizio", "Io chi sono?" e io che mi identifico "Detesto gli articoli di giornale e tutto il mondo giornalistico".
-Salve ragazzi, sono la direttrice della redazione. Io sono diventata giornalista della Nazione da ragazzina, quando ero poco più grande di voi. 25 anni...- Scusa, non so se hai presente: sono 8 anni di differenza. -...Ed è stato difficile ambientarsi: prima lavorare sui banchi di scuola e poi per le strade c'è la sua differenza...- Questa donna è troppo ambigua. Decido di disconnettere il mio cervello anche quando devo prendere nota del calendario delle sfide. La nostra squadra si scontrerà a febbraio con un tostissimo liceo classico...o scientifico....vabeh, fa lo stesso. Rimango a fissare il ragazzo in sovrappeso nell'ultima fila, che non entrava nemmeno nella poltroncina, sonnecchiare. Poi sposto il mio bersaglio sugli stivaletti con tanto di tacchettino del prof del linguistico che era seduto accanto a me. Intanto penso che menomale c'è Sara nella nostra squadra, almeno qualche speranza l'abbiamo fino a che non mi rendo conto che mi sta disegnando peni sul foglio degli appunti. Ok, siamo proprio messi bene. Se la prof conta su di me per vincere questo campionato, ha sbagliato persona....


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giovedì, 23 novembre 2006 at 20:10
-Domani hai l'interrogazione di pedagogia e non hai studiato ancora niente? C'è anche il compito sulla versione di latino!
-Studio prima e dopo l'allenamento di tennis...
-Hai anche tennis?
-Sì, ma io non mi preoccupo. Vado tranquilla, non mi faccio complessi. Ormai ho raggiunto l'atarassia
-Allora guarda di raggiungere anche l'afasia che stiamo tutti molto meglio
-Fanculizzati
-Grazie
-Prego

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mercoledì, 31 agosto 2005 at 16:31
E poi dicono che io non studio il latino.
Guardate com'è conciato il mio libro di latino a forza di passarci giorni e notti!!




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mercoledì, 04 maggio 2005 at 15:13
PER UN UCCELLO HO PRESO 5
Mi è tornato in mente un episodio dell'anno passato. Ora di psicologia, interroga...porca miseria! Interrogati: Io e Ale.
Prof.: Parlami dei processi cognitivi
Ale: Emh....
Prof.: ?
Ale: ...
Prof.: Tu?
Io: O_O
Prof.: Allora?
Io: ...
Prof.: Cosa sostenevano i cognitivisti?
Ale: Emh...
Prof: ?
Ale: ...
Prof.: Tu?
Io: Beh...io...
Ad  un tratto dalla finestra scorgo una garza ladra sul prato. Istintivamente, senza pensare alla situazione e alla merda in cui ero:
Io: Prof! Che uccello è quello laggiù?!? (indicando l'essere pennuto)
Il prof. guardava stupito me e l'uccellino a intervalli regolari.
Prof: Cosa? Ma ti sembra questo il momento di farmi certe domande?!?
Ale mi guarda con due occhi così O_O, io che ormai ho iniziato a sparare cazzate devo finire...non si lasciano le cose a metà!
Io: Scusi, prof, l'interrogazione non la so (o meglio, l'argomento), quindi mi acculturo sugli uccelli!
La classe è sprofondata nel silenzio, nessuno sa se ridere o aspettare il cazziatone del prof. Ale è per terra; non so se è per i risolini o è sprofondata al posto mio. Il prof mi guarda senza battere ciglio, voleva accanarmi come non mai. Forse mentalmente ha contato fino a 10, alla fine si smuove dalla sua posizione e guarda verso il pennuto.
Prof: Beh, quella è una gazza ladra. Come sapete questi volatili...[...]
Fatto ciò il prof. inizia a parlare delle gazze ladre, quasi voleva che prendessimo appunti. Ale si becca 4 e mezzo, io, grazie a un uccello, ho preso 5.

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mercoledì, 06 aprile 2005 at 14:01

(Per motivi di privacy alcuni nomi sono stati sostituiti dagli asterischi)

ORA DI BIOLOGIA

Prof.: Di geografia che state facendo?

Io: Niente! (Ale mi tira una gomitata)

Prof.: Come niente? Lo state seguendo un programma, no?

???: SìSì

Ele: Sì ma lo sa solo il prof...

CRY VIENE INTERROGATA E IOME NE VADO ACCANTO A GIACOMO IN SECONDA FILA...SIAMO SOLO IO E LUI, PREVEDO UNA GIORNATA MOLTO (TROPPO) SILENZIOSA...

Prof.: ...scusa non stavo seguendo...

Cry: -_-

Io: Per forza si sta facendo un ballino di cazzi sua

LA PROF CHIAMA ELE CHE DA BRAVA SECCHIONA NON SBAGLIA NEMMENO UNA VIRGOLA...FINISCE L'ORA, RITORNO AL MIO POSTO D'ORIGINE. C'è INGLESE...NOI SUGGERIAMO ALLA PROF...

Prof.: Mi fate finire di scrivere l'esempio?

Io (urlando): No!

LA PROF CHIEDE DI TRADURRE UNA FRASE ALLA ELE MA LEI CADE DALLE NUVOLE PERCHè ERA ALLE PRESE CON UN COLLAGE DEGNO DI ART ATTAK

Prof.: ....present perfect vs past simple...

Io: Fanno a botte?

Prof.: ...esempio: "I've lost my wallet"...

Io: Sfava...La sai la novità?

Lavy: Quale?

Io: Mi faccio suora...

Lavy: Seeeeeeeee

Io: Giuro! (Stile Jonathan del GF)

Lavy: Ma che maglia c'ha ******?

Io: è molto trash!

Lavy: Come ti è andato il compito di mate?

Io: Io e Ale abbiamo preso 9...

Lavy: Wow! Davvero?

Io: Sì, in due!

Lavy: ?

Io: 5 io, 4 lei

Prof.: ...altro esempio, se io dicessi: "Mi sono rotta una gamba"...

Io: Sapessi cosa mi sono rotta io!

Lavy: ...uff...che palle...

Io: Prof, you don't break my balls, please!

Prof.: ...homework pag 83 es 1, 2, 3...

Io (urlando): Mi pare giusto!

Ale: Shhhhhhh

DOPO AVER PASSATO L'ORA DI INGLESE

Ale: Il 1° maggio capita di domenica!

Io: Coooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooosa? (Della serie: Sono incazzata come una scimmia in calore)

Ale: Eh sì...

Io: ç_ç

ORA DI MATE (MI CONVIENE STARE ATTENTA PERCHé C'HO 5     NdALE: E IO 4). PASSA MATE; LA RICREAZIONE E L'ORA DI MUSICA E ADESSO INTERROGA A DIRITTO (A ME NO PERCHé MI HA GIà INTERROGATO)

Io: Io la gufo a *******!

Ele: Chiedi a...a cosa...a...come si chiama...

Io&Ale: A Lavy?

Ele: Sì, ecco...

Io&Ale: -_-

Io:Io mi sto facendo i filmini sul sedere di *****...

Lavy: Ehhhhhhhhh

Ale: Ehhhh...cazzo!

Io: Anche sulle sue spalle...sui suoi addominali...

Ale: Eh sì ma io me li faccio su *******!

Io: Anche sui suoi pettorali! (sbav sbav *ç*)...Oggi mi sento ninfomane...

Ale: Come me tutti i giorni!

Io: Sì, più o meno...

DIAMO UNA RIDUZIONE PER ANDARE A BALLARE A LAVY

Lavy: No, non posso sabato...

Io: Tienilo...se per caso cambi idea..

Lavy: Guarda che se me lo dai io vengo!

Io: O_O

Lavy: Pensi sempre male!

ORA  DI RELIGONE E POI A CASA!!!!! 


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